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HDR : le foto suggestive by manu

Se frequentate il mondo della fotografia non vi sarà sconosciuta la sigla HDR e nemmeno i risultati che potete ottenere con questa tecnica.
Se invece siete profani o neofiti (come me) del mondo delle foto allora eccovi una breve spiegazione di questa interessantissima e suggestiva tecnica che permette di ottenere fotografie con effetti cromatici e giochi di luce impensabili.

HDR sta per High Dynamic  Range imaging, ovvero si tratta di immagini con elevati valori di luminosità ottenuti unendo la luminosità di due o più scatti dello stesso soggetto. Maggiore è il numero di scatti a disposizione, con livelli di luce diversi, migliore è il controllo sul risultato finale.

Con la tecnica HDR è possibile ottenere fotografie con effetti luci ombre molto suggestivi. Qualche esempio? 🙂

La tecnica ideale se si vuol far risaltare un particolare nell’immagine.
Per chi crede che si tratti di un artefatto nato con l’avvento del digitale si sbaglia, stiamo in realtà parlando di una tecnica le cui origini sono da attribuire a Gustave Le Gray (qui
una piccola gallery di sue foto) che nel 1850 sperimentò una tecnica simile per i suoi ritratti.

Successivamente la tecnica è stata migliorata fino ai giorni nostri dove, con il digitale, è possibile avere un controllo diverso (migliore?) del livello di luminosità.

Visto che mi sto appassionando alle immagini e alla fotografia un giorno ho intenzione di sperimentare anche io questa tecnica!

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Un piccolo sostegno by mick78

Un link interessante per gli studenti di Beni Culturali, di Storia dell’Arte e di altre materie umanistiche.
Si tratta del sito Icon, che pubblica materiale didattico universitario.
Ci ho trovato più di una volta i testi integrali dei corsi tenuti dai miei professori di Ca’ Foscari (per esempio la parte generale del corso di Storia della miniatura…) ma non solo (Pisa, La Sapienza, etc.).

Sono testi utili per chi non avesse frequentato interamente i corsi, o non fosse particolarmente veloce a prendere appunti, come me. 😉
E sono molto interessanti per approfondire argomenti che magari non dovete studiare per l’università ma vi incuriosiscono.



InfinitaMente by mick78
31 gennaio 2009, 3:14 pm
Filed under: appuntamenti, cultura, riflessione | Tag: , , , , , , ,

Questo week-end, a Verona, si svolge una lodevole iniziativa voluta dall’Università di Verona. InfinitaMente, un festival che celebra lo sposalizio tra scienze ed arti.
Il calendario comprende laboratori, incontri con scienziati, tavole rotonde…


Tra le varie iniziative, una mostra dedicata al geniale artista olandese M.C. Escher, a palazzo Forti, sede del Museo Civico di Arte Moderna.



Il super manager… by mick78

L’istituzione della figura del ‘super manager’ con poteri assoluti nell’ambito della nuova “Direzione generale per i musei, le gallerie e la valorizzazione” e il progetto di messa a reddito del patrimonio artistico e archeologico che la sottende sono scelte profondamente sbagliate nel presente e irrimediabilmente dannose nel futuro.

Non si può fare dei musei una maccina per produrre. Le istituzioni museali non hanno il compito di creare profitto. Esse conservano, permettono lo studio e la comprensione della nostra civiltà e l’identificazione di una realtà culturale col proprio passato e il proprio territorio. I profitti che vengono da un museo sono indiretti. Nessun grande museo al mondo fattura grazie ai biglietti. Se si va per esempio negli Stati Uniti, il bilancio è in positivo perché grosse donazioni vengono investite con oculatezza, anche in borsa, ma i guadagni non vengono dall’attività museale.

Non si può pretendere di far funzionare una galleria d’arte come una fabbrica o un supermercato.

Per questo vi esorto a visionare e sottoscrivere l’appello di cui al link qui sotto.

http://www.bianchibandinelli.it/appello_super-manager_musei.htm

L’impegno civile consiste anche nel far sentire la propria voce nella difesa della nostra identità culturale e del nostro patrimonio storico.



Vogliamo rifletterci qualche minuto? by mick78

Non voglio essere pedante.
Però occorre riflettere su quello che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni e spesso ignoriamo. Non si può sempre solo parlare di cinema, di giochi, di concerti o di
gatti. Tutte cose che vanno benissimo e che fanno parte di noi, ma ci sono anche altre cose che fanno parte di noi.


archeologia e natura - CalabriaRiporto le parole di Giovanni Urbani, morto 14 anni fa, a suo tempo direttore dell’Istituto Centrale del Restauro: “[…] come è ormai imperativo un uso discreto delle materie prime non rinnovabili, delle acque, del suolo, e di ogni altra componente naturale dell’ambiente, altrettanto lo è sottrarci a quella particolare forma di spreco che fin qui abbiamo fatto del patrimonio storico-culturale, confinandolo nel suo ruolo metafisico di bene o valore ideale, e così in realtà consegnandolo a una pura e semplice vicenda di decadenza materiale per incuria e abbandono.” *
Il patrimonio culturale insomma, va conservato e vissuto, fatto oggetto di studio e di ricerca, reso accessibile e produttivo. Non in senso strettamente economico: i beni culturali in sé non sono fabbriche di soldi, ma (quando non obliati) creano occupazione e poi, essendo attrattivi anche per chi proviene da ‘fuori’, provocano un notevole indotto economico, ma soprattutto a beneficio di tutti i cittadini, nella direzione di un miglioramento della qualità della vita e della consapevolezza culturale, oltre che dell’istruzione dei cittadini italiani (ma anche del mondo). Esso è una grandissima risorsa e come tale va trattata. Le strutture di tutela (principalmente, in Italia, le soprintendenze) devono essere anche dei centri di ricerca e di studio, dovrebbero quindi essere più aperte agli studiosi e agli studenti del settore.

Il nostro patrimonio culturale non è solo quello che si conserva nei musei. La granAdamo ed Eva - Verona, San Zeno parte ce l’abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni, e nemmeno lo vediamo. Spesso i nostri occhi non vi si posano se non fuggevolmente. Parlo anche di me. Sono i palazzi delle nostre città, le chiese, anche quelle piccoline e poco conosciute, le sculture messe là, su quella balaustra, sul coronamento di quel palazzo, dietro l’altare di una chiesa o su quel ponte. Sono le antiche architetture che emergono da un paesaggio marino, montano o di pianura e l’insieme di entrambi. Il nostro patrimonio è ciò che ci identifica come nazione rispetto alle altre, che a loro ci accomuna e che da loro ci differenzia.

Govanni Bellini - Palazzo Roverella

So di non dire assolutamente nulla di nuovo. Sono tutte idee già espresse da personaggi di ben altro livello ed in maniera più articolata e corretta. Ma sono concetti che a mio parere non guasta mai ribadire, e soprattutto mi preme che si sappia una cosa: non sono argomenti da vecchi. Non sono discussioni riservate al parlamento, ad anziani accademici o a vecchie signore sedute davanti ad un the. Rispetto ed ammiro tutte queste categorie. A chi è più grande si deve esser grati, perché in genere ha cercato di spianarci la strada (magari maldestramente…). Ma queste sono cose di cui si interessa anche chi è giovane, magari non ha gli spazi adatti per discuterne, ma sono argomenti di nostro interesse.

Mi dispiace vedere che nessuno commenta e critica i miei accenni a questi argomenti, senz’altro è perché non li affronto nel modo corretto. Non sono scientifica né abbastanza scanzonata. Ma sono sicura che delle persone che frequentano questo blog, molte si sono fermate a riflettere due minuti.

* cit. in: Salvatore Settis, Battaglie senza eroi: i beni culturali tra istituzioni e profitto, 2005, p. 336



Un’artista da conoscere by mick78

Voglio far conoscere anche a voi Arioch, una giovane artista, secondo me molto brava, autrice di strips, ma anche di opere gafiche e dipinti su tavola davvero interessanti.

A me fanno impazzire! Mi piacciono davvero tanto e se fossi una gallerista sarebbe sicuramente tra i miei artisti di punta. Ma purtroppo gallerista non sono… (Se qualcuno mi vuole finanziare però lo faccio eh! 😉 )
Mi accontenterò per il momento di promuoverla fra quei quattro o cinque spiantati che passano di qui e fra le mie amicizie.
Quando un giorno avrò maggiori disponibilità magari potrò chiederle di creare qualcosa per me. 🙂

panda

Dunque, dicevo, Arioch/Giulia ha un bellissimo blog dove raccoglie numerose sue opere (disegni, dipinti, cartoline, olii su tavola, etc…). Vi consiglio di andare e sbirciare in tutti gli angoli! Alcune delle sue opere possono essere acquistate.
L’altro indirizzo da mettere nei preferiti è quello del Filobosco, striscia realizzata da Arioch in collaborazione con Haku. Sono divertenti, ironiche, taglienti ma anche delicate strips in cui testo e immagine sono vicini alla perfezione. Adorabili.
Arioch dispone anche di merchandising molto carino, che potete trovare sia sul Filobosco che sul sito Arioch spero solo che in futuro abbia la possibilità di ampliare la scelta perché ne varrebbe la pena, ma capisco vi siano impedimenti pratico/economici.
Insomma, abbiamo a che fare con una fanciulla talentuosa e dotata di estro e padronanza delle tecniche; una vera artista che merita tutta la fortuna. E poi è una donna, ma non una femminuccia.

In bocca al lupo Giulia! 😀



Cultura patrimonio di tutti by mick78

In un momento non proprio felice ed ottimistico, vorrei invitarvi a riflettere su uno dei tanti bellissimi aspetti del nostro Paese. Sul perché siamo così e sul come dovremmo fare a conservare il nostro patrimonio.
Il nostro è un Paese pieno di risorse. E’ un Paese baciato dalla bellezza. Un Paese che ha conservato meglio di qualsiasi altro posto al mondo le testimonianze materiali della propria storia.
Un Paese in cui i giovani che hanno voglia di fare non mancano.
Eppure molti dei nostri musei faticano a reggersi in piedi. Languono nell’apatia e nel disinteresse dei cittadini.
Se siete un po’ interessati all’argomento, ma non avete letto nulla di Salvatore Settis, vi consiglio di cominciare a leggere i suoi libri. Sono anche di facile lettura, a dimostrazione del fatto che avere una grande cultura e dire cose intelligenti non significa esprimersi in modo astruso, ma essere capaci di farsi capire da tutti. Il brano che riporto è tratto da un intervento tenuto ad un convegno dell’Associazione Culturale Maié presso l’Università di Udine nel 2003.”In Italia, lo sappiamo tutti, le collezioni di tipo museale sono generalmente il riflesso della storia di quel luogo piuttosto che l’accumulo do oggetti d’arte della più varia provenienza, come succede per esempio al Metropolitan Museum, al Louvre o alla National Gallery di Londra… Se i musei italiani sono davvero specialissimi, è perché riflettono ciascuno il proprio territorio. Il rapporto tra città e territorio, il raporto tra cittadino e patrimonio culturale, è una peculiarità del “modello Italia”, che permette di sottolineare anche un altro punto molto delicato ed importante, ovvero la transizione del valore delle collezioni da simbolo di status degli antichi sovrani o delle antiche repubbliche aristocratiche a quello di una nuova sovranità: la sovranità dei cittadini. Quello che prima simboleggiava il buon governo del principe nella città a un certo punto cominciò a simboleggiare, invece -e simboleggia ancora oggi e, se noi lo vorremo, simboleggerà domani-, il nostro diritto di cittadinanza.” *

Cos’altro aggiungere? Non mi sento all’altezza di commentare altrettanto intelligentemente.

* Da: Salvatore Settis, Battaglie senza eroi: i beni culturali tra istituzioni e profitto, Milano 2005