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Italiani popolo di… by mick78

Non parliamo più dei fatti di Rosarno? Non è passato nemmeno un mese.
Siamo tutti caduti dalle nuvole; tanti hanno accusato quei giovani uomini disperati di essere dei violenti, dei delinquenti, dei sobillatori.
Ma delle condizioni dei braccianti agricoli irregolari se ne era già parlato. C’erano stati servizi televisivi, inchieste, articoli. A metà dicembre si denunciava la situazione persino sui frivoli settimanali ‘femminili’. Loro hanno avuto il coraggio di ribellarsi contro lo sfruttamento mafioso e la compiacenza dei cittadini calabresi. Loro si sono presi pallottole e sprangate. E ora? Sono stati spostati, i capannoni fatiscenti nei quali erano costretti loro malgrado a sopravvivere saranno sanati. Ma se lo sporco lo nascondi sotto il tappeto, non è che casa tua sia pulita.
Ci si schiera contro di loro, che certo hanno più coraggio e più disperazione di noi, dimentic
andoci (non vorrei essere ripetitiva) che pochi decenni fa eravamo al loro posto, e forse non ci siamo comportati altrettanto bene…

Spesso li lasciamo a vivere così

Adesso ci sono le primarie e non si riflette più sullo sfruttamento che gli Italiani fanno del dramma dei clandestini? Il fatto è che quando ci fa comodo, spesso purtroppo, siamo bravissimi a fare come le tre scimmiette.
Italiani popolo di santi, viaggiatori e ipocriti.

Come eravamo noi



La sapienza del cuore dell’Africa by mick78

Una decina di giorni fa, sfogliando la rivista Wired (che pubblica i suoi contenuti pure sul web) sottratta a Manu, ho letto di una interessante (e ciclopica) impresa che sta avendo luogo nella città di Timbuctu, e questo ha stimolato la mia curiosità.

Avendo studiato nel campo dei beni culturali, ed essendo appassionata di tutto ciò che è trasmissione del sapere, già il nome Timbuctu, mitica città nel cuore dell’Africa, mi affascinava, ma avendo una formazione prettamente italiana non sapevo nulla dei tesori che questa città ancora conserva e del lavoro che l’Istituto di Alti Studi Ahmed Baba sta svolgendo.
Quindi ho riflettuto sul fatto che la maggior parte di noi europei quando pensa alla cultura africana pensa che, oltrepassato il deserto del Sahara, essa sia caratterizzata dall’animismo, le danze, i tam-tam, la trasmissione orale del sapere e, al più, dalle bellissime maschere rituali. E invece questa è una visione molto parziale e riduttiva della realtà. Nel mio piccolo, per ampliare il mio orizzonte e quello dei frequentatori del blog, nel caso volessero, ho fatto una piccola ricerchina.

Intanto, l’Istituto.
Fondato nel 1970 dallo Stato, è intitolato ad
Ahmad Baba al-Massufi al-Tinbukti, studioso, scrittore, viaggiatore e provocatore politico vissuto a cavallo tra Cinquecento e Seicento. Questo signore ha scritto ben 40 libri. L’Istituto possiede approssimativamente 700mila volumi, tra cui circa 20mila alcuni dei quali risalenti al XII secolo, quindi alla fase pre-islamica. Molti manoscritti provengono dalla Spagna islamizzata e giunsero qui ai tempi della reconquista. Si tratta di Corani e trattati di medicina, religione, diritto, farmacia, botanica, astronomia, poesia e filosofia; per la maggior parte sono scritti in lingua araba, ma numerosi sono i testi nelle varie lingue dell’Africa occidentale. Una parte di questi è riccamente miniata, anche con foglia d’oro. Poi, si conservano numerosi documenti di carattere più ‘quotidiano’, ma nel contempo altrettanto importanti: transazioni, contratti, pareri di avvocati. Essi sono utilissimi per darci informazioni sulla società e la cultura africane nel corso dei secoli, aspetti soffocati e negati dal colonialismo europeo.
La convinzione cultura esclusivamente orale ormai è sfumata, vero?

La città. Continua a leggere



HDR : le foto suggestive by manu

Se frequentate il mondo della fotografia non vi sarà sconosciuta la sigla HDR e nemmeno i risultati che potete ottenere con questa tecnica.
Se invece siete profani o neofiti (come me) del mondo delle foto allora eccovi una breve spiegazione di questa interessantissima e suggestiva tecnica che permette di ottenere fotografie con effetti cromatici e giochi di luce impensabili.

HDR sta per High Dynamic  Range imaging, ovvero si tratta di immagini con elevati valori di luminosità ottenuti unendo la luminosità di due o più scatti dello stesso soggetto. Maggiore è il numero di scatti a disposizione, con livelli di luce diversi, migliore è il controllo sul risultato finale.

Con la tecnica HDR è possibile ottenere fotografie con effetti luci ombre molto suggestivi. Qualche esempio? 🙂

La tecnica ideale se si vuol far risaltare un particolare nell’immagine.
Per chi crede che si tratti di un artefatto nato con l’avvento del digitale si sbaglia, stiamo in realtà parlando di una tecnica le cui origini sono da attribuire a Gustave Le Gray (qui
una piccola gallery di sue foto) che nel 1850 sperimentò una tecnica simile per i suoi ritratti.

Successivamente la tecnica è stata migliorata fino ai giorni nostri dove, con il digitale, è possibile avere un controllo diverso (migliore?) del livello di luminosità.

Visto che mi sto appassionando alle immagini e alla fotografia un giorno ho intenzione di sperimentare anche io questa tecnica!



Concezioni pericolose by mick78

Quello che riporto qua sotto è uno stralcio dalla prefazione di Primo Levi ad una vecchia edizione di Se questo è un uomo.

A molti, individui o popoli, può accadere di ritenere, più o meno consapevolmente, che “ogni straniero è nemico”. Per lo più questa convinzione giace in fondo agli animi come una infezione latente; si manifesta solo in atti saltuari e incoordinati, e non sta all’origine di un sistema di pensiero. Ma quando questo avviene, quando il dogma inespresso diventa premessa maggiore di un sillogismo, allora, al termine della catena, sta il Lager. Esso è il prodotto di una concezione del mondo portata alle sue conseguenze con rigorosa coerenza: finché la concezione sussiste, le conseguenze ci minacciano. La storia dei campi di distruzione dovrebbe venire intesa da tutti come un sinistro segnale di pericolo.



Senza Parole by mick78
9 aprile 2009, 8:40 am
Filed under: eventi, real life, riflessione, social, storia | Tag: , , ,
Calanda ci regala un pensero per lAbruzzo.

Calanda ci regala un pensero per l'Abruzzo.

Andare laggiù ora creerebbe soltanto problemi.
Chi può contribuisca con denaro ( verificando attentamente che non si tratti di truffe).
Più avanti, quando le televisioni si dimenticheranno di loro, allora sarà il caso di preoccuparsi per chi è rimasto là e allora andremo giù con i quaderni, i giocattoli, i blocchetti per gli appunti, a raccontare cosa succede, cosa va e cosa non va…



Brividi by mick78

Quando una delle più alte cariche dello Stato si compiace dell’aver usato forze dell’ordine ed esercito per risolvere una situazione, a mio parere non è un buon segno.
Non sono un’esperta, ma così… avendo letto un po’ di storia del XX secolo, certe frasi dette qui, ora, nel mio Paese, mi fanno venire i brividi.
non abbiamo imparato niente?

Ribadisco quello che ho scritto un paio di post fa.
Bisogna sforzarsi di leggere tra le righe, è necessario cercare di informarsi autonomamente.
In parlamento succedono cose sinistre…



IsIAO: (forse) chiude(?) by manu

Da un post di keridabea mi giunge notizia che tra i mille tagli che il governo ha intenzione di realizzare c’è anche la chiusura dell’Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente (aka IsIAO).

Personalmente ammetto che fino al post non sapevo proprio della sua esistenza, ma non credo proprio che il risanamento delle “saccocce comuni” passi per la chiusura di uno degli istituti che possono mantenere e alimentare canali di comunicazione con continenti che sono emergenti sotto l’aspetto storico, culturale ed anche economico.

Consiglio la lettura a tutti sia del post che della lettera da sottofirmare.

Firmate! La cultura non toglie il pane di bocca a nessuno!

Fonte: Governo italiano vuole chiudere IsIAO by keridabea