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Arcobaleno by mick78
Cambridge, 14 settembre

Cambridge, 14 settembre

Questo bizzarro arcobaleno, fotografato da un’astronoma nei cieli di Cambridge domenica scorsa, fa subito pensare ad un sorriso. L’arcobaleno è sempre bello, e a me mette serenità. Certo che in questo caso si tratta di un fenomeno piuttosto raro (il suo nome è: arco circumzenitale) e probabilmente il suo verificarsi ben al di sotto del circolo polare artico, dove la sua comparsa sarebbe stata ordinaria, è dovuto ai cambiamenti climatici in atto.

Dico probabilmente, perché secondo Guido Guidi autore del blog Climatemonitor: “Non c’è nessun, ma proprio nessun collegamento con il clima che cambia, il fenomeno è raro ma non anomalo, dipende solo dal sole e dalla posizione dei cristalli di ghiaccio nelle nubi. Ghiaccio sì, proprio quello che abbonda nelle pazze nubi di questo pazzo mondo surriscaldato.”
Guidi ha notato come il sito de La Repubblica abbia insistito più delle intenzioni dell’astronoma sul carattere anomalo dell’evento, battendo il tasto del riscaldamento globale e dei mutamenti climatici.

Dunque anche questo ‘sorriso del cielo’ è uno spunto per riflettere. Un doppio spunto di riflessione: sul nostro atteggiamento troppo superficiale nei confronti dell’ambiente, e sulla manipolazione delle notizie, che è sempre possibile.

Qui una carrellata di arcobaleni e fenomeni simili.



Acqua by mick78

Mi si perdoni, ma causa esame e lavoro non ho avuto il tempo di scrivere un post di mio pugno, così semplicemente incollo una lettera aperta inoltratami da persone amiche 🙂

Grazie a loro e, attenzione, leggete bene.

atollo

atollo

Cari amici,

Immaginatevi mentre il mare ricopre il vostro paese, facendolo letteralmente sparire sotto ai vostri piedi, distruggendo con il sale il cibo che avete coltivato e l’acqua da bere, e la vostra ultima chance è cercare rifugio in altre terre, ma sapendo che i rifugiati del clima ufficialmente non esistono. Non si tratta di  un sogno, è la terribile realtà di milioni di persone che vivono su isole intorno al mondo, dalle Maldive alla Papua Nuova Guinea.

Questo è il motivo per cui queste piccole isole stanno facendo richiesta di una risoluzione senza precedenti alle Nazioni Unite prima delle negoziazioni sul clima della prossima settimana, per chiedere che il Consiglio di Sicurezza si occupi direttamente del cambiamento climatico, in quanto rappresenta una minaccia impellente alla pace internazionale ed alla sicurezza. Una mossa creativa dettata dalla disperazione, una sfida affinché le potenze mondiali si lascino alle spalle la propria indolenza e si decidano ad affrontare questa crisi letale con l’urgenza destinata alle guerre.

Ma la campagna degli stati insulari sta incontrando la fiera opposizione dei principali inquinatori del mondo, e quindi hanno bisogno di aiuto. Firma la petizione subito per far salire un coro di supporto per la richiesta — che verrà presentata la prossima settimana all’ONU dagli ambasciatori delle isole, per rinforzare la loro risoluzione:

http://www.avaaz.org/it/save_small_islands/98.php?CLICK_TF_TRACK

Il ghiaccio dell’artico si sta sciogliendo così rapidamente che, per la prima volta nella storia dell’umanità, si può circumnavigare l’Artico. Uragani ed altre manifestazioni climatiche estreme stanno aumentando in frequenza e dimensioni. Come ci scrive un membro di Avaaz da St. Kitts, “Mentre negli Usa possono evacuare un’area dove sta per passare un potente uragano, noi sulle isole quella opzione non la abbiamo.” Ora le piccole nazioni insulari — dove spesso il punto più alto è solo qualche metro al di sopra del livello del mare — stanno preparando piani di evacuazione che garantiscano l’incolumità delle proprie popolazioni.

Il Presidente Remengesau di Palau, una piccola isola del Pacifico, ha detto di recente:  “Palau ha perso almeno un terzo della propria barriera corallina per i cambiamenti climatici. Abbiamo anche perso gran parte della nostra produzione agricola a causa della siccità e delle maree estremamente alte. Non si tratta di perdite teoriche o scientifiche- -sono le perdite delle nostre risorse e delle nostre intere vite…  Per gli stati insulari il tempo non sta scadendo. È finito. E la strada in cui ci troviamo noi potrebbe essere uno scampolo del futuro vostro e dell’intero pianeta “.

Oltre alle isole, stati come il Bangladesh, dove 150 milioni di persone vivono già in condizioni difficili, rischiano di perdere vaste porzioni della loro terra. L’esperienza delle nostre comunità più vulnerabili serve come segnale di allarme per il futuro che ci potrebbe aspettare: manifestazioni climatiche sempre più estreme, conflitti per l’acqua o per il cibo, aree costiere che vengono sommerse e centinaia di milioni di sfollati. La coraggiosa campagna per la sopravvivenza degli stati insulari è anche la nostra campagna  e più firme riusciremo a raccogliere e consegnare all’Onu settimana prossima, più urgente risulterà l’allarme che serve a proteggere il nostro futuro comune:

http://www.avaaz. org/it/islands_ climate_warning? CLICK_TF_ TRACK

Con speranza, Ben, Iain, Alice, Paul, Graziela, Pascal, Ricken, Brett, Milena — il team Avaaz

PS: Per un report sulle campagne condotte finora da Avaaz.

PPS: Questi sono gli Stati che supportano la risoluzione: Canada, Fiji, Maldive, Isole Marshall, Micronesia (Stati Federati della), Nauru, Palau, Papua Nuova Guinea, Filippine, Samoa, Seychelles, Isole Salomone, Tonga, Tuvalu, Vanuatu

Per leggere la bozza della Risoluzione dei Piccoli Stati Insulari

Per ulteriori informazioni su chi presenta la petizione per favore visita:

Per informazioni sul piano di evacuazione di Tuvalu e sui rifugiati del clima

Per informazioni su come l’innalzamento del livello del mare impatterà tutti noi

Per maggiori informazioni sullo scioglimento dei ghiacci

Per maggiori informazioni sugli Stati Insulari