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Avventure da pendolari by mick78

Premetto che sono 10 anni che, a fasi alterne, faccio la pendolare sulla linea Milano-Venezia. Abito a Verona, ho studiato a Venezia, lavorato a Vicenza, Villafranca, Desenzano del Garda, sono tornata a studiare a Venezia.
La linea è sempre quella lì. Trenitalia anche. Quindi capirete che non mi stupisco più di nulla.
Ma vi sottopongo un caso avvenuto la settimana scorsa. Così, per il puro gusto dell’aneddoto.
Treno Venezia S.L. – Verona P.N. Ore 18.05 (e qui bisogna aprire la parentesi: questo treno partiva alle 18.09 e improvvisamente qualche settimana fa l’orario di partenza viene modificato senza adeguata pubblicità).
Partenza più o meno regolare, convoglio vecchio di trent’anni, i soliti 5 minuti circa di ritardo già alla seconda stazione, tutto normale, per fortuna sono in compagnia di tre ragazze simpatiche.
Arrivo alla stazione di Vicenza. Due delle ragazze scendono. Sono già esausta, ma almeno ho superato la metà del tragitto e il ritardo è contenuto. Passano i minuti, ma il treno non parte. Cominciamo a brontolare, ma non ci preoccupiamo, capita… Passa altro tempo e ci cominciamo a domandare che è successo questa volta. Anche gli altri pendolari entrano in agitazione. Alcuni si alzano e vanno in cerca del capotreno, altri, noi comprese, si alzano e si affacciano sul binario dalle porte. Sulla tabella al binario è comparsa la destinazione Brescia e un orariodi partenza di mezz’ora dopo quella prevista per la partenza del nostro treno, dal quale peraltro è scomparso il capotreno e qualsiasi altra forma di dipendente Trenitalia (e chi li può biasimare?). Nel frattempo chi era sceso dal treno torna dalla biglietteria con la ferale notizia: il nostro treno, con le decine e decine di pendolari, ma anche di tursti, a bordo, non esiste. E’ stato soppresso. Siamo su un treno fantasma. Risultato: dobbiamo rassegnarci a ripartire col treno destinazione Brescia (che è lo stesso sul quale ci troviamo, assurdamente!) e che però anzichè partire alle 19.20 riparte alle 19.51! E nessuno con cui protestare. E noi che abbiamo un abbonamento, quindi nessuna prenotazione, non possiamo chiedere rimborsi. Ci rassegniamo a raggiungere Verona alle 20.55 anziché alle 20.07 ed esausti, non pensiamo più a niente se non alle nostre case e ad una doccia.

P.S.: preciso che non c’era nessuno sciopero in corso…


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